Il tuo primo viaggio sub ai Caraibi: cosa aspettarsi giorno per giorno
Hai il brevetto e finalmente un viaggio pensato per andare sott’acqua. Se è il primo, è normale avere qualche dubbio: quante cose bisogna ricordare? E se non tengo il ritmo degli altri? Ti raccontiamo com’è di solito una giornata di immersioni ai Caraibi, cosa succede prima di ogni immersione e perché andare piano è il modo migliore per godersela.
Com’è una giornata di immersioni
La giornata ruota attorno al mare. Si prepara l’attrezzatura, si esce in barca verso il sito d’immersione e, se le immersioni sono più di una, tra l’una e l’altra si resta un po’ in superficie: è l’intervallo di superficie, per riposare, bere acqua e commentare quello che avete visto.
In barca ognuno sistema l’attrezzatura nello spazio assegnato e si seguono le indicazioni dell’equipaggio per entrare e uscire dall’acqua. Di solito si entra con il passo del gigante dal lato o da poppa, oppure lasciandosi cadere all’indietro da un gommone.
Il sito del giorno non è sempre quello previsto. Nei viaggi di Siete Azules i siti si scelgono in base al mare, alla corrente e al livello del gruppo, quindi non stupirti se al mattino il piano cambia: è un buon segno.
Il briefing: cosa ti dicono prima di entrare
Prima di ogni immersione la guida spiega il piano: dove vi immergerete, come si entra in acqua, quanto durerà l’immersione, la profondità massima e le condizioni del sito, come la corrente. PADI lo riassume in una frase da ricordare: pianifica l’immersione e immergiti secondo il piano.
È il momento di chiedere tutto quello che non ti è chiaro, da un segnale all’ordine di entrata. E se qualcosa non ti convince (il mare, come ti senti o il piano stesso), dillo. Uno dei consigli di sicurezza di PADI è semplicissimo: nel dubbio, non immergerti.
Il tuo compagno di immersione e il controllo prima di entrare
Nessuno si immerge da solo. PADI lo mette tra le sue regole d’oro: per quanta esperienza tu abbia, mai senza compagno. Tu e il tuo compagno vi tenete d’occhio durante l’immersione e vi aiutate se serve.
Prima di entrare, ogni coppia controlla l’attrezzatura dell’altro: GAV, zavorra, sganci, aria (con il rubinetto della bombola aperto del tutto) e un ultimo controllo dalla testa ai piedi. PADI insiste nel ripeterlo prima di ogni immersione, anche dopo l’intervallo di superficie, e non solo prima della prima immersione della giornata.
Il ritmo: piano e senza gare
Sott’acqua non si guadagna nulla ad andare veloci. Respira con calma e non trattenere mai il respiro: resti più tranquillo e consumi meno aria. In discesa compensa spesso le orecchie e, se fanno male, fermati. In risalita, senza fretta: non più di 18 metri al minuto e una sosta di sicurezza di tre minuti a cinque metri, come indicano le regole di PADI.
Muoversi piano è anche il modo per vedere di più. PADI lo dice con ironia: inseguire un animale è il modo migliore per non rivederlo più. In un piccolo gruppo si nota ancora di più: ci sono meno pinne intorno, il briefing diventa una conversazione ed è più facile restare uniti.
Ricorda che i limiti sono personali e possono cambiare da un giorno all’altro. Se hai il raffreddore, hai dormito poco o semplicemente non ti senti bene, restare in barca è comunque un modo di immergersi con la testa.
Riposo e l’ultimo giorno senza immersioni
Immergersi richiede uno sforzo fisico, e il sole e la barca si fanno sentire. Tra le regole d’oro di PADI ci sono riposare bene e non bere alcolici prima di immergersi. Bevi acqua durante tutta la giornata: DAN consiglia di prevenire la disidratazione già durante il viaggio.
L’ultimo giorno il riposo non è facoltativo. DAN (Divers Alert Network), l’organizzazione internazionale per la sicurezza dei subacquei, raccomanda di lasciare almeno 12 ore tra una singola immersione senza decompressione e il volo, e almeno 18 ore se hai fatto più immersioni in un giorno o ti sei immerso per più giorni di fila. Vale anche per il volo tra San Andrés e Providencia. Approfitta di quella giornata per scoprire l’isola fuori dall’acqua.
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Cosa portare
Ciò che non può mancare in valigia: documenti sub, assicurazione, muta per acqua calda, maschera, sole, medicinali e il tempo senza volare dopo l’ultima immersione.
Carta turistica
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Domande frequenti
Quanto bisogna aspettare per volare dopo un’immersione?
Secondo DAN, almeno 12 ore dopo una singola immersione senza decompressione e almeno 18 dopo più immersioni in un giorno o più giorni di immersioni. Se hai fatto soste di decompressione, ben più di 18 ore.
E se non riesco a tenere il ritmo del gruppo?
Dillo alla guida durante il briefing: i limiti sono personali e il piano si adatta al livello del gruppo. E se non ti senti a tuo agio con un’immersione, non farla. È uno dei consigli di sicurezza di PADI.
Devo ripassare qualcosa se non mi immergo da tempo?
Secondo DAN, le abilità calano già dopo sei mesi di inattività, e dopo uno o due anni senza immersioni si considera opportuno un corso di aggiornamento. Se è il tuo caso, dillo alla guida prima della prima immersione.
Ti immagini sotto questo mare?
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